2011: Top 15 in Recensioni da due righe!! Parte 2

25 gennaio 2012

(continua)

Entriamo finalmente nella top10 di questo 2011 che abbiamo appena lasciato alle spalle… bando alle ciance e via con la musica:

10° posto:

Acid House Kings – Music Sounds Better With You

Allegri, scanzonati, felicemente e orgogliosamente pop. Recensendo i Ponytail ho dichiarato che in questa Top15 ci sono due gruppi che usciranno presto dalla classifica perchè “troppo immediati rispetto ad album più riflessivi” e di solito sono proprio gli album più ostici all’inizio ad avere una vita musicale più lunga. A torto o a ragione ecco comunque l’altro gruppo in questione, gli allegrissimi Acid House Kings che oltrettutto scopro solo ora avere alle spalle un qualcosa come 20 anni di carriera. Un bellissimo disco, in fondo siamo nella Top10, con melodie trascinanti, azzeccatissime e la dimostrazione che si può fare musica banalmente “pop” mantendendo molto alta l’asticella della qualità.

9° posto:

Awolnation – Megalithic Symphony

Un album intero può reggersi su un unico singolo? La domanda è legittima ma la risposta, se affermativa, è riduttiva. La “sfortuna” di quest’album è proprio nel suo primo singolo, quella “Sail” che possiamo tranquillamente annoverare tra le migliori canzoni mai sentite nel 2011. La potenza di questo singolo oscurerebbe gran parte degli album dell’anno appena passato facendo passare in secondo piano altre meritevoli canzoni. Megalithic Symphony si regge su Sail ma Megalithic Symphony non è solo Sail (e perdonatemi le volute ripetitizioni). Se volete un ottimo disco di elettronica/dance che sembra fatto apposta per accontentare pure i cosiddetti “indie-snob”, allora questo lavoro di Awolnation è il disco adatto per voi.

8° posto:

She Wants Revenge – Valleyheart

E qua iniziano i dolori: sono questi i momenti in cui preferirei fare il “democristiano” ed assegnare un 6° posto a tre dischi che veramente non riesco a “scegliere”. Poi chiudo gli occhi, li riascolto e la matassa non si sbroglia, alternando le mie personali preferenze ogni volta che ascolto uno di questi album. Considerate quindi questo 8° posto come fosse un 7° o un 6°, in fondo è solo una questione di numeri. Ma parliamo dei She Wants Revenge: Valleyheart strizza l’occhio a quegli anni ’80 da cui veramente non riusciamo ad uscirne vivi. Tutte le canzoni trasudano “80s”… chiudete gli occhi, “dissossate il prodotto immaginando quello che state ascoltando suonato con la strumentazione di allora” e vi sembrerà di ascoltare i Simple Minds. O i Depeche Mode del periodo “Black Celebration”. In poche parole Valleyheart è il figlio mai nato di Black Celebration.

E con questo disco iniziamo ad inserire regolarmente tre brani nelle recensioni…

7° posto:

Chapel Club – Palace

Ottimo debutto questo dei Chapel Club, un disco che è stato costantemente nella mia Top5 per quasi tutto l’anno assestandosi poi in una buonissima 7a posizione. Al di là dei generi, i Chapel Club fanno un pop irrobustito da un tappetto sonoro che si avvicina ad un “rock venato di timido shoegaze”… le chitarre posso infatti avvicinare la band a gruppi che fanno dell’ultra-effetto il loro cavallo di battaglia, ma le melodie pop tradiscono la vera natura di questa band.

Un disco forse troppo lungo, tagliando cinque prescindibili canzoni i Chapel Club avrebbero potuto entrare pure nella Top3 ma non possiamo dimenticare le molte “note positive” di questo Palace. Promossi in attesa del loro prossimo lavoro, sperando di non aver dato fiducia ad un’ennesima “meteora”.

6° posto:

We Were Promised Jetpacks – In The Pit Of The Stomach

Ultima, piacevolissima scoperta in ordine di tempo. I WWPJ fanno uscire il loro secondo disco sul finire del 2011 ma nonostante l’esiguo tempo avuto per ascoltare si impone già tra gli album insostituibili nel mio lettore Mp3. La band scozzese (a proposito questo è l’anno del Regno Unito, non c’è scampo) ci propone in puro stile “indie” con sonorità classicamente sporche non disdegnando il ricorso all’accattivante melodia e a stacchi musicali volti ad accrescere la tensione… il cantato quasi monocorde nelle strofe è efficacemente bilanciato da ritornelli orecchiabili, rimanendo sempre nella “rumorosità delle chitarre” e nell’incidere trascinantemente monotono della base ritmica… ma qua con i WWPJ bisogna tornare alla grande verità di Zappa… “parlare di musica è come ballare d’architettura”… lasciamo quindi perdere le parole e facciamo strada ai video… e questa volta la scelta è ardua perchè sono almeno 6 le canzoni meritevoli di ascolto:

5° posto:

Beirut – The Rip Tide

Oh. Una band americana. O meglio, un progetto di un talento americano. Perchè i Beirut sono una sola persona, il talentuosissimo Zach Condon. E’ un paio di anni che l’Indie-Folk ha iniziato a ricevere moltissime attenzioni ma personalmente di questo sotto-genere ho sempre e solo considerato i soli War On Drugs. Ebbene, ecco arrivare i (il) Beirut con il loro (suo) terzo lavoro a farmi cambiare idea e capire che il Folk è ancora vivo e i porta-bandiera del genere non sono di certo i War On Drugs. No, non stò dimenticando i Fleet Foxes ma non li conosco così bene da poter parlare di loro con adeguata cognizione di causa. The Rip Tide comunque si fà ascoltare anche dai più ostici verso il “folk” e nonostante il cantato quasi laconico, monocorde e “pessimista”, la voce di Condon fà comunque presa sull’ascoltatore perchè sembra sempre sul punto di scoppiare… cosa che non accadrà mai ma che comunque non ci lascerà con l’amaro in bocca ed una sensazione di incompiuto, ma al contrario apprezzeremo questa “scelta stilistica”… ma anche in questo caso andiamo con i video e la musica…

4° posto:

Anna Calvi – Anna Calvi

Ed eccolo il debutto più travolgente di questo 2011: una delle frasi che più ho sentito in “rete” è stata che Anna Calvi avrebbe avuto un successo ancor più maggiore se P.J. Harvey avesse atteso un annetto per il suo ritorno sulle scene. Ma a mente fredda mi sento di escludere questa teoria, anzi rafforzando al contrario quanto appena scritto: Anna Calvi ha avuto un traino importante da Polly Jean finendo inevitabilmente sulla bocca di tutti prima ancora magari di aver sentito una sua canzone. Anna Calvi è un vero e proprio prodigio, e ascoltandola pure dal vivo l’estate scorsa si sono consolidate tutte le certezze che avevo su di lei e sono crollati quei pochi dubbi. Anna Calvi ha superato la prova “live” confermandosi un’ottima cantante e un’altrettanto ottima chitarrista, con una performance dove ha riproposto dal vivo il suo “debut album” senza sbavature. Non c’è null’altro da dire, se non di godersi ad occhi chiusi la sua musica e di andare a vederla quando tornerà dalle vostre parti. Non ve ne pentirete.

3° posto:

… and you will know us by the trail of dead – Tao Of The Dead

La band dal nome più improbabile di tutti i tempi supera la prova del tempo rimanendo nella Top3 della mia personale classifica sin dall’uscita di Tao Of The Dead, datata 4 febbraio 2011. Undici mesi al top per l’unica band che si avvicina “leggermente” ai miei antichi gusti. I Trail Of Dead spaziano dall’Alternative al Progressive  senza mai perdere però la loro stella polare, il Rock. Tao Of Dead è infatti forse l’unico album dove abbiamo la certezza che venga suonato il buon vecchio “rock”, con tanto di potenti riff di chitarra alternati ad efficacissimi “giri di piano”, alternando così l’anima “alt” e quella “prog” della band. Un disco veramente bello, un Concept-Album che si merita il podio anche in virtù dell’ottima confezione del disco stesso, come già ampiamente descritto dal sottoscritto in questo stesso blog.

2° posto:

The Horrors – Skying

Gli Horrors si tingono di psichedelia. E si guadagnano un meritatissimo secondo posto in questa Top15. La band inglese (arridaje), che ho pure ascoltato dal vivo l’estate scorsa in un live-set molto più dark e shoegaze rispetto a quanto avremmo sentito in “Skying”, mantiene la strada maestra che ha permesso loro di ottenere notorietà con ottimi lavori quali “Strange House” e soprattutto “Primary Colours” regalandoci comunque delle atmosfere un pò più allegre, ma non troppo, in confronto al loro recente passato. Gli Horrors in Skying spingono ancor di più sul pedale della psichedelia ma soprattutto abbandonano in parte l’incedere “sincopato” dei loro singoli precedenti. Il risultato è un ottimo album con almeno quattro potenziali singoli, pezzi che potrebbero piacere anche a chi è assolutamente estraneo al movimento shoe-gaze.

1° posto:

P.J Harvey – Let England Shake

Un mio amico ha giustamente detto: Let England Shake dovrebbe essere ascoltato non solo per la musica ma anche per i testi. Questo fenomenale album diventerebbe ancor più colossale agli ascoltatori con una buona padronanza dell’inglese. E PJ Harvey ci regala quella che diventerà certamente una pietra miliare della musica degli ultimi anni, un Concept Album in onore dell’ amata/odiata Terra D’Albione, un disco che è un inno agli orrori della guerra, un disco da ascoltare e da leggere, un album da non “usare” come sottofondo ma da concedere il nostro corpo e la nostra mente per 40 indimenticabili minuti. L’album, senza se e senza ma, del 2011.

E con questo lungo post ho concluso la mia Top15 del 2011. Ho usato ben più delle canoniche due righe per ogni disco ma spero mi perdoniate il “logorroicismo”.

2011: Top 15 in Recensioni da due righe!!

24 gennaio 2012

Torniamo finalmente al vero scopo di questo blog con un “doppio lavoro”: pubblicare la mia personale Top15 del 2011 recensendo (per l’appunto) brevemente gli album che verranno inseriti in questa classifica!

26 Album ascoltati “più o meno” attentamente in questo 2011. La qualità media si è abbassata rispetto all’anno precedente, quel 2010 che ha sfornato dischi che tuttora ascolto molto volentieri. Dei “grandi nomi” quest’anno ho ascoltato il solo Eddie Vedder, che con un disco alquanto ripetitivo e noioso si guadagna l’ultimo, il 26°, posto della mia personale classifica. Più in sù, ma comunque fuori dalla Top15, ci sono dischi che sono decisamente piaciuti a buona parte della gente ma che io personalmente “faccio fatica a capire”… dischi come il debutto dei Vaccines, quello di EMA, degli Yuck o il “selftitled” di Bon Iver. Per carità, buoni dischi ma che non riescono ad entrare nei miei gusti…

Partiamo quindi con il Countdown:

15° posto:

Ponytail – Do Whatever You Want All The Time

In questa top15 troviamo due album freschi, veloci, allegri e assurdi. Due dischi che probabilmente usciranno presto dalla Top15 in favore di album meno immediati ma che in questo momento fanno parte della “mia” colonna sonora. Questo disco dei Ponytail è il perfetto sunto di quanto appena detto: li definiscono “Art Rock”, “Noise Pop”, “Surf Rock” ma la prima cosa che mi viene in mente ascoltandoli è “Cartoni Animati Giapponesi”. I testi cantanti da Molly Siegel sono piacevolmente incapibili, una litania che però non disturba; i Ponytail creano rumore mantenendo i suoni degli strumenti puliti arrivando quindi a sonorità… trascinamente demenziali. Solo ora scopro che il loro leader si chiama Dustin Wong e quindi i riferimenti “orientali” da me immaginati non sono nemmeno così lontani dalla verità… non siamo di fronte al capolavoro, anzi, e probabilmente tra pochi mesi questo disco verrà presto dimenticato pure da me. Ma in questo momento si meritano almeno un riconoscimento per aver fatto qualcosa di differente dagli altri 25 gruppi che ho ascoltato nel 2011. Assurdi. In una sola parola.

14° posto:

Belong – Common Era

In attesa del ritorno in scena dei Warlocks e degli A Place To Bury Strangers, questi ultimi veri eredi della scena noise/shoegaze che ha visto nei My Bloody Valentine e nei Jesus And Mary Chain i padri putativi del movimento, il 2011 ci regala il secondo disco dei Belong, a distanza di cinque anni dal loro debutto. Come detto in altri lidi, i Belong riprendono le musiche dei Warlocks togliendo loro l’energia degli APTBS e aggiungendo un tappetto di tastiere simil-gotiche che sembrano rubate a delle band “Black Metal” in cerca di romanticismo. Strano a dirsi, mescolando tutti questi ingredienti sembra di sentire Faith dei Cure suonato con la distorsione al massimo.

13° posto:

Okkervil River – I Am Very Far

Ogni canzone ti sorprende. Ti sorprende perchè dimostra la padronanza degli Okkervil River nel saper creare ottime canzoni al di là dei generi. E se all’inizio ti sembra di sentire gli Arcade Fire incrociati con i National, bastano pochi minuti per sentire echi “folk” alla Steve Earle che suona con i War On Drugs, per passare in rassegna tutte quelle sfumature “indie” raccolte oggi in questo album. Se avete bisogno di capire cos’è l’ “indie” oggi, questo è l’album giusto. A riascoltarlo gli Okkervil River meriterebbero qualcosa di più che una 14a posizione, ma sono certo che entro la fine del 2012 questo diventerà alla fine uno degli album più ascoltati dell’annata.

12° posto:

Wilco – The Whole Love

Forse l’album che aspettavo di più quest’anno, dopo il sorprendente Wilco (The Album) di due anni fà. I Wilco sfornano un altro ottimo album, che però non posso che inserire “solamente” al 12° posto perchè uscito solamente a Settembre ma iniziato ad ascoltare per bene solamente un mese e mezzo più tardi. Troppo poco quindi per dare una valutazione obbiettiva al lavoro… soggettivamente parlando i Wilco si meriterebbero a priori la prima posizione, a meno che i Flaming Lips non escano fuori con un album…  In poche parole la band di Jeff Tweedy cambia, ma non troppo, la rotta della band riprendendo in mano l’LP precedente “sporcandolo” con più effetti e sintetizzatori: questo in sintesi è The Whole Love, un leggero passo in avanti dei Wilco che tentano una strada leggermente differente ma senza rischiare di perdere la bussola. Il miglior paragone dei Wilco sono quindi i Wilco stessi.

Devo fare uno strappo alla regola ed inserire di quest’album un’altra canzone… la mega-ballad che chiude il disco… meritevole assai:

11° posto:

War On Drugs – Slave Ambient

Un altro disco uscito dopo la seconda metà del 2011 e ascoltato quindi relativamente poco rispetto a tanti altri album, un altro disco che probabilmente solo nel 2012 farà “il grande botto” entrando meritatamente nella Top10. Se posso inventare un sottogenere, i War On Drugs possono essere definiti “Folk-gazing”, lasciando le sempre presenti distorsioni in secondo piano per far spazio ad un cantato e una base ritmica, ma soprattutto il cantato, che si avvicina mostruosamente al puro folk d’autore. Ho adorato alla follia il loro album precedente, uno dei primi cd “indie” mai comprati in vita mia, un disco sottovalutatissimo e misconosciuto ai più e che ho pure recensito su questo blog. Con Slave Ambient i War On Drugs non escono dalla rotta già tracciata ma migliorano in qualità quanto già fatto in passato. Un disco meno immediato del precedente e per questo probabilmente riscuoterà molto più successo nel 2012.

Fine prima parte

20 anni di musica, parte 2

19 gennaio 2012

Siamo quindi arrivati al periodo del “trittico” Led Zeppelin-Pink Floyd-Black Sabbath. A onor del vero in quei primi anni di “assestamento conservatore” i Pink Floyd non erano assolutamente la priorità musicale, e possiamo tranquillamente sostituire il quartetto “prog-psichedelico” con i connazionali Deep Purple, per me la terza band preferita all’epoca, dietro i soliti Zeps e la band di Ozzy. Fù solo negli ultimi anni di quel ben definito periodo che i Pink Floyd uscirono fuori con una forza devastante, arrivando ad essere la prima band a scalzare i Led Zeppelin nel gradino più alto di un mio virtuale podio musicale.

In un baleno sono passati quasi dieci anni, i famosi dieci anni di “involuzione musicale”, dove le uniche note nuove arrivavano grazie alla riscoperta della musica italiana, con l’affacciarsi di gruppi nuovi e “indipendenti”…

Oltre alla parentesi “nostrana” niente di nuovo all’orizzonte. I soliti ascolti, la musica che diventa “rumore di sottofondo” e la passione che và scemando.

Fino all’ultima svolta. L’attuale.

Il ritorno all’acquisto del cd. La riscoperta che la musica non và collezionata scaricando discografie complete su internet ma che và ascoltata e, soprattutto, toccata. Ma per i miei cd originali voglio qualcosa di diverso, voglio tornare alla pari con il presente, scoprire musica nuova e lasciare alle spalle il passato, almeno da un punto di vista “economico”. E la mia prima giocata riesce pure bene… acquisto di una serie di album che tuttora ascolto, e le delusioni “arrivano” stranamente dalle novità discografiche dei cosiddetti “mostri storici”: Iron Maiden, gli Heaven And Hell, Elvis Costello e compagnia cantante/suonante.

Ma soprattutto loro…

I Flaming Lips che, pur attivi da metà anni ’80, dimostrano che anche ora si può fare ottima musica… e postare un solo video è assolutamente riduttivo perchè i loro album andrebbero ascoltati per intero… un filo rosso che lega ogni canzone… insomma, la musica all’apice della sua bellezza.

E contemporaneamente, complice anche un periodo “no”, torno a guardare al passato ma con occhio diverso… fuori da quel “circolo vizioso” dell’Hard-Rock che con il tempo si è ripiegato su sè stesso, e scopro la bellezza delle tastiere… e la scoperta del movimento New Wave-Gothic-Post Punk.

Ormai non è più tempo di giochi e di classifiche… ma se dovessi proprio dire un terzetto che ha caratterizzato quel periodo, aldilà dei gruppi attuali, allora tirerei fuori il trittico “Joy Division-David Bowie-Cure”, un terzetto che a pensarci solo tre anni prima probabilmente avrei riso come un pazzo…

E veniamo all’oggi. All’attualità. Ai dischi ascoltati finalmente “in diretta”, alla riscoperta del vinile e del piacere di poter “toccare la musica”. Una collezione che aumenta di mese in mese e che vede gli album usciti negli ultimi tre anni fare ormai la “parte del leone” della mia collezione… sonorità diversissime le une dalle altre, un’ampiezza musicale che mai avrei pensato di poter conquistare, la convinzione che anche oggi di musica ottima ne esce.

Rock’n'Roll is dead. Ma la musica no.

è fondamentale non dimenticare nè ripudiare il passato che ci lasciamo alle spalle ma questi non deve impedirci di vedere quanto può essere radioso il presente!!!

20 anni di musica

18 gennaio 2012

Stuzzicato e provocato da un amico dai mille nicknames, mi prendo oggi la libertà di raccontarvi i miei ultimi 20 anni di vita attraverso una serie di video… una specie di monovideoautobiografia con partenza datata 1992… e che ho già in parte riproposto su facebook…

Enjoy!!

dicevamo… 1992: 15 anni di età… anzi, andiamo indietro di due anni… 1990: 13 anni, ancora imperbe, queste sono le due canzoni che mi hanno “aperto” ad uno scenario più adulto:

Certo, queste due canzoni erano uscite l’anno prima nei loro rispettivi album (Oro, Incenso & Birra e Liberi Liberi), ma è stato per l’appunto con il 1990 che “finalmente” sono uscito dal normale circolo delle canzoni “imposte” dall’alto.

E veniamo al 1992. Ai 15 anni. I primi contatti con una musica “diversa” dal solito… scoprire che qualcosa di assolutamente originale (ai miei ingenui occhi) si muove fuori dai confini della nostra Italia…

Era il periodo in cui si collezionavano cassette a volontà, tra originali e soprattutto registrate si faceva a gara per avere tutto e di più… compilation fatte da noi con le canzoni che più ci prendevano al tempo, la scoperta di centinaia di band attraverso giornali come Rock Hard, che ora posso tranquillamente definire come il “Cioè” di chi ascoltava il Rock “un pò più duro”… centinaia di band, migliaia di canzoni, una regola che mi imponeva di ascoltare 5 album al giorno per recuperare passato e presente e non stare indietro con il futuro… un periodo che mi è ancora testimone grazie a delle scatole che contengono quelle musicassette, che forse mai avrò il coraggio di buttare via…

E arriviamo al 1995/96. Con i due primi cd comprati… Alive dei Ramones del ’77 e Paranoid dei Black Sabbath del ’70. Ma le canzoni simbolo di quel periodo non sono contenute in quegli album…

Ma non di solo passato si viveva quel periodo… come dei novelli Beatles/Rolling Stones o Blur/Oasis si è creata in quel periodo una sorta di rivalità, credo nata e morta solo nella nostra testa, tra due new-punk (new-punk?) band come Green Day e Offspring… con la mano sul portafoglio per i primi (la cassetta di Dookie) e il cuore per i secondi, che mi piacevano/piacciono ma ancora devo capire perchè non abbia mai acquistato Smash… tant’è:

Arrivò quindi una cassetta, registrata, che mi fece fare una prima vera svolta musicale: da amante del Punk dei ’70s e pure del “new-punk” odierno (non dimentichiamo i Rancid) qualcuno (A.J.S.) mi fece ascoltare questa canzone:

The Great Southern Trendkill… fino a quel momento avevo ascoltato i Pantera ed il Metal con molta superficialità… ma da quell’urlo le cose cambiarono e questo periodo è costellato da troppe canzoni per poterle mettere tutte… ma basti pensare che in pochi mesi le cassette “metal” divennero la maggioranza nella mia collezione…

e come ho scritto su facebook: “il gruppo rivelazione di quel periodo assieme ai Fear Factory”. E a differenza di quanto fatto su facebook, qua una canzone dei FF ce la butto:

E ci butto anche un video dell’unico gruppo che tuttora continuo ad ascoltare, naturalmente in “campo Metal”:

Vabbè, era il periodo “Headbanger’s Ball”…

… condotto dall’indimenticabile Vanessa Warwick

 

Dicevamo, era il periodo di Headbanger’s Ball e ancora una volta la scoperta di tanti altri gruppi mai sentiti prima o solamente “sfiorati”… e tra gli Amorphis che scoprono un lato acustico…

… i tedeschi Atrocity che cercano di “parlar d’amore” …

… e i Type O’ Negative che interpretano, pure loro, l’amore con un’ottica decisamente “gothic” …

… con “Blind” dei Korn il Metal cambia direzione… e pure i miei gusti… questa però non è Blind, ma quella che reputo la canzone più bella del loro debut-album!

(stò volutamente non parlando dei Litfiba…)

Lasciato alle spalle il “periodo Metal” eccoci arrivati all’ennesima svolta… fine anni ’90… un gruppo che è stato praticamente per dieci anni la mia band preferita… naturalmente stò parlando del “Martello degli Dei”… i Led Zeppelin!!!

I Led Zeppelin sono stati per buona parte della mia vita la croce e la delizia della musica… nessuno riusciva a scalzare il quartetto inglese dal vertice della mia personale classifica e ogni volta che ascoltavo una qualunque loro canzone erano sempre brividi che arrivano al primo secondo di ascolto… ma la croce… la croce forse è stata più pesante della delizia… la croce di essermi fermato per una decina di anni ad ascoltare praticamente loro e quel movimento “Hard Rock ’70s” che non mi ha mai permesso di approfondire una scena attuale che a posteriori meritava “anzicchenò” di essere ascoltata “a cuore aperto”…

… e così per lunghi anni questi furono i miei “soli” ascolti… grandi gruppi, per carità, ma troppo ingombranti e che mi hanno “involuto musicalmente” perdendo il passo con il tempo:

 

Fine Prima Parte

4 album del 2011 da ascoltare

22 dicembre 2011

Quando meno te l’aspetti…

Ieri ho scoperto un gran bel disco… ascoltata per puro caso questa canzone…

… mi sono presto imbattuto nel loro album d’esordio: Megalithic Symphony.

Lontanissimo dal genere che di solito ascolto, questo disco pregnante di Elettronica e Rabbia fà venire voglia di urlare, ballare e… perchè no… pure pogare…  una bella scoperta in questi ultimi giorni dell’anno… da mettere nella Top10 dei dischi assieme a…

vi posto tre video… che sono sempre più esplicativi di mere parole buttate al vento…

 

Beirut, dall’album “The Rip Tide”:

The Horrors, dall’album “Skying”:

Wilco, dall’album “The Whole Love”:

Riflesso

4 dicembre 2011

Non di sola musica si vive…

 

Enjoy!!!

 

Rivediamo il 2010

26 novembre 2011

In attesa del post “2011 part. 2″, mi è venuta voglia di rivedere la mia Top10 dei singoli usciti nel 2010 e scoprire se, a distanza di mesi, c’è stato qualche cambiamento.

Allora, nove mesi fà questa era la mia “2010 Top10″:

1. Brian Jonestown Massacre: Feel It

2. Ariel Pink’s Haunted Graffiti: L’Estat

3. Klaxons: Echoes

4. Delphic: Halcyon

5. Black Angels: Phosphene Dreams

6. The National: Conversation 16

7. Arcade Fire: Half Light II (No Celebration)

8. These New Puritans: We Want War

9. Erland And The Carnival: My Name Is Carnival

10. Liars: Scarecrow On A Killer Slant

(considero sempre una sola canzone per gruppo nella Top10)

Probabilmente anche perchè è l’unica canzone di questa Top10 che non ho in “formato fisico”, ma Echoes dei Klaxons quest’anno l’avrò ascoltata sì e no un paio di volte.

Al contrario Halcyon dei Delphic ha conquistato nuovamente posizioni e assieme a Doubt, sempre dei Delphic, è forse la canzone che più ho ascoltato in questo 2011…

Feel It dei Brianjones Town Massacre rimane sul podio passando dal primo al secondo posto, anche se incalza Detka Detka Detka, che forse mi stà dando più soddisfazioni da parte dei BjTM in questo periodo…

Balza dall’ottavo posto al terzo posto invece We Want War dei These New Puritans… canzone “diesel”, partita discretamente ma che ad ogni ascolto acquistava sempre più punti nella mia personale classifica… il video del singolo, avendolo già proposto, è nel post dedicato al 2010 di febbraio.

Scendono dal podio gli Ariel Pink’s Haunted Graffiti. Un bell’album per carità, e bei singoli, ma alla lunga “Before Today” rischia di essere sempre meno ascoltato… chissà, magari è il periodo. Comunque gli APHG scendono addirittura al quinto posto visto che al quarto troviamo gli Arcade Fire, che dal settimo posto si ritrovano ad un passo dal podio anche grazie all’ottimo concerto che gli ho visti fare a Milano quest’estate… togliamo comunque dalla Top10 “Half Light II” per inserire la più classica e fruibile “Ready To Start

E arriviamo ai già nominati APHG: anche per loro “cancelliamo” la canzone che aveva conquistato la Top10 e mettiamoci dentro la più tranquilla e “delicata” Can’t Hear My Eyes… comunque una delle canzoni più belle degli ultimi anni…

Una new-entry in questa top10, ecco arrivare i Foals: protagonisti di un bell’album con almeno 2 potenziali singoli, la band inglese entra al sesto posto nelle mie preferenze con Total Life Forever… niente di originale per carità, ma una strumentazione e una voce ancor più delicata che non ti fà stancare nemmeno dopo averli ascoltati decine di volte…

Al settimo e ottavo posto scendono rispettivamente Black Angels e National. LP molto belli i loro, ma personalmente continuo a preferire i lavori precedenti delle due band e a lungo andare i “singoli” del 2010 risentono del maggior peso dei “predecessori”… comunque anche qua cambiamo i pezzi… e se per i Black Angels NON metto l’ormai famosa Telephone (protagonista di uno spot pubblicitario) ma Yellow Elevator #2, per i National ritorno con il “primo amore”… quello che ho sempre definito il Super Singolo del 2010… Sorrow

Le ultime due posizioni si confermano invece tali, pur se a ruoli invertiti: con le stesse canzoni di nove mesi fà, i Liars “salgono” al nono posto mentre gli “Erland And The Carnival” scendono di un gradino…

Ed ecco la classifica aggiornata del 2010…

1. Delphic: Doubt (Halcyon)

2. Brianjones Town Massacre: Feel It (Detka Detka Detka)

3. These New Puritans: We Want War

4. Arcade Fire: Ready To Start

5. Ariel Pink’s Haunted Graffiti: Can’t Hear My Eyes

6. Foals: Total Life Forever

7. Black Angels: Yellow Elevator #2

8. The National: Sorrow

9. Liars: Scarecrow On A Killer Slant

10. Erland And The Carnival: My Name Is Carnival

Spalmare i Festival…

29 giugno 2011

Sufjan Stevens; Dinosaur Jr.; Jennifer Gentle; The National; Beirut; PJ Harvey; Skunk Anansie; Vinicio Capossela; Subsonica; Coco Rosie; John Grant; Joanna Newsom; Josh T. Pearson.

Una line-up discreta (ma non di più) quella di Ferrara Sotto Le Stelle con l’unico piccolo problema è che per vedere questi gruppi abbiamo bisogno di prenotarci 9 serate spalmate nei tre mesi estivi.

 

Prendendo ad esempio qualche festival “indipendente” nei dintorni, a Novi Sad in quattro (consecutivi) giorni dell‘Indipendent Festival, solo nel Main Stage si esibiranno 26 bands, senza contare altri 20 gruppi nella “Dance Arena”, 25 nel “Fusion Stage”, 22 nel Suba Stage Igloo ed infine più di un altro centinaio di band nei “stage minori”. Qualche nome? Arcade Fire, Pulp, Bad Religion, Editors, Jamiroquai, Portishead, Grinderman, B.A.D., Underworld, Beirut, Anti-Nowhere League, Kreator…

 

… mentre al Berlin Festival di settembre in soli due giorni avremo: Beginner , Suede , Primal Scream, Beirut , LFO , The Rapture , The Bloody Beetroots Death Crew 77 , Mogwai , Boys Noize , Battles , James Blake , The Drums , Hercules And Love Affair , Boy George & Marc Vedo DJ Set , dEUS , Aloe Blacc , Kruder & Dorfmeister , Apparat Band , Casper , Clap Your Hands Say Yeah , The Naked And Famous , Santigold , CSS , Pantha du Prince , Diplo , A-Trak , Skrillex , DJ Hell , Wire , Health , Buraka Som Sistema , Austra , Alex Winston , Brodinski , Yelle , The Black Angels , Rainbow Arabia , Dry the River , Housse de Racket , Tune-Yards , Mount Kimbie , Andy Butler DJ Set , Gesaffelstein (live) , Oh Land , Florrie , Jimmy Edgar e altri gruppi…

 

E non possiamo far finta di nulla con il Primavera Sound Festival, dove i fortunati presenti si sono potuti godere in quattro giornate “barcellonensi” oltre 220 (duecentoventi!!!) band del calibro degli Ariel Pink’s Haunted Graffiti, Belle & Sebastian, Deerhunter, Echo & The Bunnymen, Einsturzende Neubauten, Fleet Foxes, Grinderman, Interpol, Mercury Rev, P.i.L., Pere Ubu (!!!!!!!!!!!!), PJ Harvey, Pulp, Sufjan Stevens, The Black Angels, The Flaming Lips, The Jon Spencer Blues Explosion, The National, Yuck…

 

Arriverà il giorno in cui anche noi Italiani potremo goderci serate del genere uscendo quindi dalla mentalità da “serie B”, convinti che nove grandi gruppi devono per forza suonare in nove sere differenti? e non rispondetemi citando il sempre più scadente Heineken Jammin’ Festival…

Viaggio verso un successo annunciato

6 giugno 2011

11 maggio 2011. I Mercury Rev arrivano a Bologna. Ma così non è bello e nemmeno facile. Quindi decidiamo di trasmigrare in Croazia per il concerto che Donahue e soci terranno il giorno successivo. Perplesso per il fatto che i Rev non pubblicano qualcosa da tre anni a questa parte, scopro solo mentre sono già al volante, e al confine sloveno con l’Italia, che il gruppo proporrà per intero il loro capolavoro Deserter’s Songs. Benissimo, anche perchè quel disco (ovviamente) lo conosco perfettamente ma oltre a Snowflake Midnight (del 2008) non è che conosca poi a menadito il resto della discografia della band americana…

… meno bene il fatto che gli sloveni non vogliano farci arrivare in Croazia, e per incolpare le cause naturali mi mandano addosso un zanzarone immenso che mi copre di sangue buona parte del parabrezza…

… e il tergicristalli lavorava già da un paio di minuti prima della fatal foto… peccato perchè la macchiazza era veramente degna di un film splatter.

Ma tant’è, stiamo parlando di musica… ma anche di Ožujsko. La prima birra (croata) non si scorda mai, ma questa aveva veramente uno strano sapore…  già la seconda Ožujsko (e tutte le altre) aveva un sapore differente dalla prima, eppur tra le due cambiava solo il colore dell’etichetta … ma fù solamente il giorno dopo che scoprimmo che il nostro primo “Pivo” era…

… analcolico!!!!!

L’errore comunque non si ripete anche se l’arcano mistero l’avremo comunque risolto, come già detto, solamente il giorno dopo.

Ma parliamo di musica… anzi… parliamo dell’Ostello dove abbiamo dormito quella notte…

Nonostante la paura di sguinzaglianti pedobears in giro per l’Ostello, al nostro cospetto… e nella nostra stessa stanza troviamo solamente i due skateboardisti più pigri della storia: arriviamo e sono distesi sui letti con i loro portatili; torniamo una prima volta e sono sempre distesi sui letti con i loro portatili; rientriamo dopo il concerto e sono distesi sui letti a dormire; usciamo la mattina successiva e sono ancora lì a dormire; torniamo infine a prendere la macchina (con tanto di multa bene in vista…) e… sempre dentro la stanza ma almeno in piedi!!

Ma parliamo di musica!!!! E questa volta parliamone, anche se il buon Frank direbbe “parlare di musica è come ballare d’architettura”: subito nei primi minuti Jonathan Donahue stupisce i presenti portando sul palco la stessa voce che aveva quindici anni prima… tanto da meritarsi un’espressione di stupore della durata di qualche interminabile minuto…

(foto di repertorio Saimas)

Buona parte di voi avrà ascoltato comunque questo capolavoro, quindi non mi soffermerò più di tanto sul concerto in sè stesso nonostante ci sia da parlare… semplicemente perchè dal vivo The Deserter’s Songs convincerebbe anche l’ultimo degli scettici: in favore del “live” troviamo una batteria M-E-M-O-R-A-B-I-L-E e una serie di bis che potevano tranquillamente starci nel disco stesso senza fare “brutta figura”:Snowflake In A Hot World, October Sunshine, Car Wash Air, The Dark Is Rising e Senses On Fire sembravano un “Deserter’s Songs Pt2″.

Comunque, dopo aver parlato, e nemmeno così tanto, di musica… tanto vale ora “guardare di musica” con qualche foto direttamente dal live…

Per l’album fotografico completo vi rimando a questo link… QUA!!

Ma non potrei lasciarvi senza ricordarvi, e farvi vedere, il pranzo del giorno dopo… prima di ripartire verso gli italici lidi:

 

The End.

2011 parte 1

18 maggio 2011

Prima di buttare giù quattro righe sul magnifico concerto dei Mercury Rev a Zagabria parliamo un pò di questi primi mesi dell’Anno Domini 2011:

Pochissimi album ascoltati ma già un paio che possono tranquillamente prendersi un posto nella Top10 di fine anno…

Tao Of The Dead

…and you will know us by the trail of dead

Quando la confezione vale da sola l’acquisto: doppio vinile con il quarto lato musicalmente vuoto ma con sù disegnata un’immagine veramente bella da ammirare…

n.b. l’immagine non è mia ma appena potrò la rimpiazzerò con una personalmente fatta…

E non finisce qui: le custodie dei due vinili contengono l’inizio di un romanzo a fumetti creato dallo stesso leader della band, Conrad Kelly. Un romanzo che trae ispirazione chiara dai racconti fantastici di Jules Verne…

E la musica? la musica c’è… e che musica… un concept album con un tema naturalmente “fantastico” supportato da una musica che molti definiscono Art-Rock ma che io preferisco chiamare Progressive “sporco”… ma come dico sempre accantoniamo le parole per far parlare la musica con tre canzoni prese da questo album!!

Voto: 8/10

Roger Waters – The Wall Live 2011

6 aprile 2011

The Wall. Non il migliore album dei Pink Floyd. Di certo migliore è Animals, per dirne uno.

The Wall. Non il miglior concept album dei Pink Floyd. The Dark Side Of The Moon gli è di certo superiore, suonando relativamente ancora “fresco”.

The Wall. E non parliamo nemmeno dello storico Piper At The Gates Of Dawn, l’unico “completo” con Syd Barrett.

Ma ieri sera ho vissuto una delle migliori serate “musicali” della mia vita. Due ore e mezza da brividi e pelle d’oca. Indimenticabile. Indescrivibile. Inaudito.

Non un concerto, non un semplice spettacolo. Un capolavoro.

L’amaro in bocca

28 marzo 2011

Sabato 26 marzo 2011. Ad un anno di distanza dall’ultima volta The Great Complotto bussa nuovamente alla mia porta. Ma a vedere i Mess in un ottimo seppur breve concerto non saremo stati più di 30 anime amanti della buona musica…

…e scommetto un mio dito che la sera stessa la più “scrausa” delle cover-band ha fatto almeno il doppio degli “spettatori” da qualche parte non lontano da qui…

 

… tanto amaro in bocca…

L’Incompetente per Voi #2

8 marzo 2011

Salutiamo nuovamente l’ospite speciale di questo Blog per una nuova recensione… l’incompetente è TUTTO per voi!!!!

 

 

 

Le Luci della centrale elettrica

Canzoni da spiaggia deturpata

 

Questo disco lascia dietro di se un profondo senso d’angoscia . E’ un disco rassegnato , pessimista , depresso . Non è una cosa che si respira solo dai testi , ma anche il comparto musicale di quest’opera non riesce ad esprimere altro che un profondo senso di sconforto . La mancanza di una batteria lascia il compito della sezione ritmica alla chitarra acustica e i pezzi che ne risultano sono sempre uguali a se stessi . Persino la voce , potente e molto espressiva , spesso risulta troppo sofferente . I testi parlano di disperazione , droga , periferie . Un mondo senza via d’uscita , dove anche i pochi angeli che appaiono di sfuggita nelle storie , finiscono schiacciati dalla perdurante tristezza che accompagna l’ascolto . Solo l’esemplare Piromani ci lascia un attimo di rabbia , di ribellione per un mondo che vissuto così è inaccettabile . Poi solo cupezza e tacito tormento . Vien voglia di toglierlo dal lettore , vien voglia di dire basta .

In sostanza , un’opera che sta tra il grunge ed il folk , che non è facile da capire e che una volta capita , non è facile da accettare .

Le 10 migliori canzoni del 2010. Parte 2.

24 febbraio 2011

8. posto:


We Want War – These New Puritans

I These New Puritans sono uno di quei gruppi che all’inizio fatico molto ad ascoltare ma che poi, giorno dopo giorno, scalano ogni classifica arrivando a qualità assolutamente inimmaginabili al primo ascolto. Insomma, Hidden è un disco da ascoltare più e più volte e questa “We Want War” ne è la prova: solo una settimana fà aveva guadagnato un comunque dignitoso decimo posto in questa Top10 ma già ora ha scalato due posizioni. Chissà tra qualche mese…

 
7. posto:

Half Light II (No Celebration) – Arcade Fire

Pur se non ai livelli di Funeral, ma io questo Suburbs continuo ad ascoltarlo molto volentieri. Molte le canzoni che mi hanno fatto presa, scelgo questa solo per motivi di preferenza personale. Volevo comunque soffermarmi anche su un’altra canzone di questo “The Suburbs”: Sprawl II. Da fanatico dei Blondie quale sono, Sprawl II mi ricorda moltissimo Heart Of Glass, ai limiti del plagio. Ma invece di rimanerci male, Sprawl II mi ha fatto l’effetto opposto: l’ascolto da dipendenza. Mi rendo conto che è un qualcosa di assurdo ma è come quelle canzonette che ti entrano in testa senza volerlo… Sprawl è così e le mie gambe non si fermano nemmeno a volerlo.

6. posto:

Conversation 16 – The National

C’è di meglio nell’intera discografia dei National o anche sul solo High Violet? assolutamente si, a partire da “Vanderlyle Crybaby Geeks
o da “Sorrow” che la considero come un potenziale singolo mancato (o è uscita come singolo?). Ma High Violet è composto da canzoni di livello così pari che mi riesce difficile scegliere… quindi vado “quasi” a sorte. Conversation 16 merita comunque l’ascolto settimanale.

5. posto:

Phosphene Dream – The Black Angels

Fino al mese scorso ho sempre considerato “Directions To See A Ghost” migliore di “Phosphene Dream” ma senza nemmeno pensarci. Poco alla volta però il loro disco del 2010 si stà facendo sotto e anche se tuttora continuo a considerare il loro secondo disco migliore, giorno dopo giorno c’è il rischio del sorpasso ad ogni ascolto ulteriore di Phosphene Dream. In questo momento, dopo l’ennesimo ascolto di questo disco, forse il motivo della riuscita di questo grande album è dovuto al fatto che finalmente i Black Angels si sono “affrancati” dalla loro dipendenza dai Velvet Undergroung: e se per i primi due dischi questa assonanza poteva portare solo che benefici, ora il suo distaccarsi dalle loro muse ispiratrici non potrà che fare del bene al proseguio della loro carriera. Senza mai disdegnare una psichedelia assolutamente coinvolgente, presente nella maggior parte delle tracce di quest’album. Questa la mia traccia preferita del disco, quasi alla pari con Yellow Elevator #2.

4. posto:

Halcyon – Delphic

Un gruppo e un disco che ho scoperto colpevolmente tardi ma che già dal primo ascolto mi ha rapito con delle melodie delicati interne ad un suono non di certo così delicato. Oltre non dico nulla se non che questa è la classica canzone così facile, così “commerciabile” la cui melodia entra in testa e non ne esce più. La adoro.

3. posto:

Echoes – Klaxons

Beh. Siamo pari pari al discorso che ho appena fatto per i Delphic. Melodia “commerciabile”, riconducibile a decine e decine di canzoni ma che ci volete fare. Evito snobbismi inutili a trovare un’altra canzone dei Klaxons e scelgo la più facile… magari tra un mese la odierò, ma ora è sul podio.

2. posto:

L’estat (acc. to the widow’s maid) – Ariel pink’s

Ma quanto adoro questo disco lo sanno purtroppo solo gli amici che giustamente non ne possono più. Ma questi sono dei geni. Magnifici nel riproporre un album che ricorda i ’50 e i ’60 distruggendo ogni canone musicale di quel ventennio. Cinque, sei canzoni meritano di stare in una top10 ma alla fine stringendo i denti ho scelto quella più Barrettiana del lotto.

1. posto:

Feel It – The Brian Jonestown

E questa E’ la mia canzone del 2010. Ho preso il disco in fiducia dopo aver sentito il “tributo” che hanno fatto ai Joy Division con “This is the One Thing We Did Not Want To Have Happen” e ascoltandolo ho trovato questa sublime perla lunga sette minuti che ballerei (BALLEREI!!!!) fino allo sfinimento. Coinvolgente. Assoluta. Questa canzone la balleremo tra vent’anni quando ormai sarò morto.

Le 10 migliori canzoni del 2010. Parte 1.

24 febbraio 2011

Premessa Uno. E’ una classifica incompleta e in continua variazione. Basti pensare che questa Top10 l’avevo fatta una settimana fà e già ora una canzone ha scalato due posticini in questa classifica. Magari farò un recap mensile con tanto di inevitabili variazioni.

Premessa Due. Una sola canzone per gruppo. Nel commento magari linkerò altre canzoni ma la regola è questa.

Partiamo.

10. Posizione:

Scarecrows On A Killer Slant – Liars

Album alla fine dei conti deludentissimo. Del disco si salvano non più di tre-quattro pezzi e solamente i due più potenti ti rimangono dentro: Overachieved e questa “Scarecrows…”.  Di fatto è la canzone più potente di questa mia Top10: se solo quattro anni fà mi avrebbero detto una cosa del genere avrei dato del pazzo a quella persona senza nemmeno pensarci un secondo. D’altro canto il package del vinile è qualcosa di spettacolare, meritando quasi l’acquisto solo per questo particolare.

9. posto:

My Name Is Carnival – Erland And The Carnival

Uno dei pochissimi gruppi che mi sono piaciuti fin dai primi ascolti. Naturalmente il tutto ha stancato mesi dopo… ma comunque il loro disco d’esordio rimane ottimo. Questa è loro canzone più diretta, quella che più mi rimane in testa e quella che più riprende il concetto di “Carnival” anche e soprattutto da un punto di vista ritmico.

 

L’incompetente per voi

18 febbraio 2011

Dopo un anno di vergognosa e inconcepibile latitanza torna il Lo-Fi Blog con un ospite speciale che vi terrà compagnia nei prossimi due minuti di lettura: l’Incompetente!!!

Sigur Ros

Með suð í eyrum við spilum endalaust


I Sigur Ros ci propongono un disco dalla doppia personalità . Nella prima parte di questo lavoro , largo spazio alle atmosfere pop , inconsuete per il gruppo islandese , con canzoni come Gotan Dqina , singolo di lancio , improntato verso un’atmosfera quasi da festa paesana , oppure come Vio Spilujm Endalaust , capolavoro assoluto , che mixa una ritmica divertente ad un’atmosfera malinconica che la voce sa donare .

Poi , però , il disco si perde in lunghi monologhi , dove la musica rallenta fino a diventare ossessiva . Se per Festival , con la sua crescita finale , la cosa può risultare interessante , la troppa introspettività del resto del disco alla lunga stanca , facendolo diventare tedioso e monotono .

Un vero peccato , perchè questo disco contiene alcuni pezzi di interesse indubbio , ma l’anima profondamente malinconica di questa band alla fine prende il possesso di tutto lo stile , appesantendo troppo l’ascolto finale .

 

L’incompetente

Summer On Tour

22 febbraio 2010

Breve aggiornamento del blog: nessuna novità musicale in arrivo per il sottoscritto visto che in questi ultimi mesi stò recuperando in vinile alcuni dei più grandi album della storia e quindi tutte le finanze stanno andando in quella direzione. Arrivati però finalmente i biglietti per i concerti italiani degli Ac/Dc, 19 maggio a Udine, e Dei Rammstein, 1 luglio a Villanova di Verona… in apertura di articolo le foto sono dedicate ai tickets tanto sofferti e tanto attesi… ci si aspetta un estate di musica!!!

A giorni tornerò con un post in cui recensirò con pochissime righe una serie di album usciti nel 2009: stay tuned

Otturata Gioventù Musicale Lignanese

3 gennaio 2010

Piccolo, Spazio, Pubblicità:

Spinto dalla voglia di motivarlo ad aggiornare il suo blog e di vederlo creare nuove produzioni musicali con Reason, dedico questo post al mio amico GioUd e al suo blog: OGMLignanese. Tutti i video e le canzoni presenti (per ora due ma ne arriveranno altri, ne sono sicuro) sono fatte da ragazzi del posto e un giorno forse riuscirò a pubblicarne pure uno io…

Due per ora sono i video presenti nel blog, il primo pubblicato si chiama semplicemente #1 mentre il secondo è intitolato S-Trip In Nature. Li potete vedere visitando il blog in questione, linkato qua sotto o a destra del mio blog:

Otturata Gioventù Musicale Lignanese

video “porzione singola”

31 dicembre 2009

Quello che ogni giorno deve passare almeno una volta nella stanza a volume almeno accettabile:

19 maggio 2010

30 dicembre 2009

Udine, Stadio Friuli: AC/DC

Biglietti presi!!!!


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