20 anni di musica, parte 2

Siamo quindi arrivati al periodo del “trittico” Led Zeppelin-Pink Floyd-Black Sabbath. A onor del vero in quei primi anni di “assestamento conservatore” i Pink Floyd non erano assolutamente la priorità musicale, e possiamo tranquillamente sostituire il quartetto “prog-psichedelico” con i connazionali Deep Purple, per me la terza band preferita all’epoca, dietro i soliti Zeps e la band di Ozzy. Fù solo negli ultimi anni di quel ben definito periodo che i Pink Floyd uscirono fuori con una forza devastante, arrivando ad essere la prima band a scalzare i Led Zeppelin nel gradino più alto di un mio virtuale podio musicale.

In un baleno sono passati quasi dieci anni, i famosi dieci anni di “involuzione musicale”, dove le uniche note nuove arrivavano grazie alla riscoperta della musica italiana, con l’affacciarsi di gruppi nuovi e “indipendenti”…

Oltre alla parentesi “nostrana” niente di nuovo all’orizzonte. I soliti ascolti, la musica che diventa “rumore di sottofondo” e la passione che và scemando.

Fino all’ultima svolta. L’attuale.

Il ritorno all’acquisto del cd. La riscoperta che la musica non và collezionata scaricando discografie complete su internet ma che và ascoltata e, soprattutto, toccata. Ma per i miei cd originali voglio qualcosa di diverso, voglio tornare alla pari con il presente, scoprire musica nuova e lasciare alle spalle il passato, almeno da un punto di vista “economico”. E la mia prima giocata riesce pure bene… acquisto di una serie di album che tuttora ascolto, e le delusioni “arrivano” stranamente dalle novità discografiche dei cosiddetti “mostri storici”: Iron Maiden, gli Heaven And Hell, Elvis Costello e compagnia cantante/suonante.

Ma soprattutto loro…

I Flaming Lips che, pur attivi da metà anni ’80, dimostrano che anche ora si può fare ottima musica… e postare un solo video è assolutamente riduttivo perchè i loro album andrebbero ascoltati per intero… un filo rosso che lega ogni canzone… insomma, la musica all’apice della sua bellezza.

E contemporaneamente, complice anche un periodo “no”, torno a guardare al passato ma con occhio diverso… fuori da quel “circolo vizioso” dell’Hard-Rock che con il tempo si è ripiegato su sè stesso, e scopro la bellezza delle tastiere… e la scoperta del movimento New Wave-Gothic-Post Punk.

Ormai non è più tempo di giochi e di classifiche… ma se dovessi proprio dire un terzetto che ha caratterizzato quel periodo, aldilà dei gruppi attuali, allora tirerei fuori il trittico “Joy Division-David Bowie-Cure”, un terzetto che a pensarci solo tre anni prima probabilmente avrei riso come un pazzo…

E veniamo all’oggi. All’attualità. Ai dischi ascoltati finalmente “in diretta”, alla riscoperta del vinile e del piacere di poter “toccare la musica”. Una collezione che aumenta di mese in mese e che vede gli album usciti negli ultimi tre anni fare ormai la “parte del leone” della mia collezione… sonorità diversissime le une dalle altre, un’ampiezza musicale che mai avrei pensato di poter conquistare, la convinzione che anche oggi di musica ottima ne esce.

Rock’n'Roll is dead. Ma la musica no.

è fondamentale non dimenticare nè ripudiare il passato che ci lasciamo alle spalle ma questi non deve impedirci di vedere quanto può essere radioso il presente!!!

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