20 anni di musica

Stuzzicato e provocato da un amico dai mille nicknames, mi prendo oggi la libertà di raccontarvi i miei ultimi 20 anni di vita attraverso una serie di video… una specie di monovideoautobiografia con partenza datata 1992… e che ho già in parte riproposto su facebook…

Enjoy!!

dicevamo… 1992: 15 anni di età… anzi, andiamo indietro di due anni… 1990: 13 anni, ancora imperbe, queste sono le due canzoni che mi hanno “aperto” ad uno scenario più adulto:

Certo, queste due canzoni erano uscite l’anno prima nei loro rispettivi album (Oro, Incenso & Birra e Liberi Liberi), ma è stato per l’appunto con il 1990 che “finalmente” sono uscito dal normale circolo delle canzoni “imposte” dall’alto.

E veniamo al 1992. Ai 15 anni. I primi contatti con una musica “diversa” dal solito… scoprire che qualcosa di assolutamente originale (ai miei ingenui occhi) si muove fuori dai confini della nostra Italia…

Era il periodo in cui si collezionavano cassette a volontà, tra originali e soprattutto registrate si faceva a gara per avere tutto e di più… compilation fatte da noi con le canzoni che più ci prendevano al tempo, la scoperta di centinaia di band attraverso giornali come Rock Hard, che ora posso tranquillamente definire come il “Cioè” di chi ascoltava il Rock “un pò più duro”… centinaia di band, migliaia di canzoni, una regola che mi imponeva di ascoltare 5 album al giorno per recuperare passato e presente e non stare indietro con il futuro… un periodo che mi è ancora testimone grazie a delle scatole che contengono quelle musicassette, che forse mai avrò il coraggio di buttare via…

E arriviamo al 1995/96. Con i due primi cd comprati… Alive dei Ramones del ’77 e Paranoid dei Black Sabbath del ’70. Ma le canzoni simbolo di quel periodo non sono contenute in quegli album…

Ma non di solo passato si viveva quel periodo… come dei novelli Beatles/Rolling Stones o Blur/Oasis si è creata in quel periodo una sorta di rivalità, credo nata e morta solo nella nostra testa, tra due new-punk (new-punk?) band come Green Day e Offspring… con la mano sul portafoglio per i primi (la cassetta di Dookie) e il cuore per i secondi, che mi piacevano/piacciono ma ancora devo capire perchè non abbia mai acquistato Smash… tant’è:

Arrivò quindi una cassetta, registrata, che mi fece fare una prima vera svolta musicale: da amante del Punk dei ’70s e pure del “new-punk” odierno (non dimentichiamo i Rancid) qualcuno (A.J.S.) mi fece ascoltare questa canzone:

The Great Southern Trendkill… fino a quel momento avevo ascoltato i Pantera ed il Metal con molta superficialità… ma da quell’urlo le cose cambiarono e questo periodo è costellato da troppe canzoni per poterle mettere tutte… ma basti pensare che in pochi mesi le cassette “metal” divennero la maggioranza nella mia collezione…

e come ho scritto su facebook: “il gruppo rivelazione di quel periodo assieme ai Fear Factory”. E a differenza di quanto fatto su facebook, qua una canzone dei FF ce la butto:

E ci butto anche un video dell’unico gruppo che tuttora continuo ad ascoltare, naturalmente in “campo Metal”:

Vabbè, era il periodo “Headbanger’s Ball”…

… condotto dall’indimenticabile Vanessa Warwick

 

Dicevamo, era il periodo di Headbanger’s Ball e ancora una volta la scoperta di tanti altri gruppi mai sentiti prima o solamente “sfiorati”… e tra gli Amorphis che scoprono un lato acustico…

… i tedeschi Atrocity che cercano di “parlar d’amore” …

… e i Type O’ Negative che interpretano, pure loro, l’amore con un’ottica decisamente “gothic” …

… con “Blind” dei Korn il Metal cambia direzione… e pure i miei gusti… questa però non è Blind, ma quella che reputo la canzone più bella del loro debut-album!

(stò volutamente non parlando dei Litfiba…)

Lasciato alle spalle il “periodo Metal” eccoci arrivati all’ennesima svolta… fine anni ’90… un gruppo che è stato praticamente per dieci anni la mia band preferita… naturalmente stò parlando del “Martello degli Dei”… i Led Zeppelin!!!

I Led Zeppelin sono stati per buona parte della mia vita la croce e la delizia della musica… nessuno riusciva a scalzare il quartetto inglese dal vertice della mia personale classifica e ogni volta che ascoltavo una qualunque loro canzone erano sempre brividi che arrivano al primo secondo di ascolto… ma la croce… la croce forse è stata più pesante della delizia… la croce di essermi fermato per una decina di anni ad ascoltare praticamente loro e quel movimento “Hard Rock ’70s” che non mi ha mai permesso di approfondire una scena attuale che a posteriori meritava “anzicchenò” di essere ascoltata “a cuore aperto”…

… e così per lunghi anni questi furono i miei “soli” ascolti… grandi gruppi, per carità, ma troppo ingombranti e che mi hanno “involuto musicalmente” perdendo il passo con il tempo:

 

Fine Prima Parte

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